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Dove eravamo rimasti?

13 Gennaio 2012

Ferie finite.

L’avevo premesso, quindi non stupitevi, che per ottemperare a tutti gli impegni che mi ero mentalmente presa, avrei dovuto chiedere dai tre ai sei mesi di aspettativa. Diciassette giorni non sono stati comunque pochi, anche se alla fine non sono riuscita a fare tutto ciò che mi ero ripromessa.

Ad esempio sono riuscita a: portare i gatti a sterilizzare, successivamente a fare il richiamo annuale del vaccino; pulire casa approfonditamente senza l’ausilio della V., andare in gita a Pisa e a Venezia, che neanche erano programmate. Ho cucinato tantissimo e ho ritrovato il guanto che avevo perso il giorno che hanno ricoverato mia mamma. Sono stata a teatro, a cena da Ruggero che era tanto tempo che lo dicevamo e non lo facevamo mai. Sono finalmente riuscita a chiudere il conto corrente al Monte Dei Paschi, che era solo una spesa inutile (di questo vado particolarmente fiera perché non sapevo implicasse lo stesso sforzo psicofisico della Casa che rende folli). Sono riuscita, in zona cesarini, ad andare dalla parrucchiera. Ah sì, ho molto dormito, come testimoniano le numerose foto rubate dal mio moroso durante i miei sonnellini sul divano.

Purtroppo, invece, non sono riuscita minimamente a: farmi una lampada, registrare di nuovo l’introduzione del maledetto libro Difendersi dai narcisisti, che si sentiva troppo piano; riorganizzare i cassetti dell’intimo gettando via i reperti degli anni ’90 (io e questa mania del tutto torna!); convincere Lorenzo a montare il pensile della sala e, conseguentemente, spostare gli alcoolici dall’armadio, nel quale attendono di essere stipati ancora tanti vestiti e tante scarpe. Non sono riuscita, o forse non ne avevo voglia, a organizzare una festa di compleanno come sono solita fare: mi è bastata la torta con i miei, le foto mosse di Lorenzo e la presenza di Leo, oltre alla serata con gli Avvoltoi e il mio primo esperimento di tiramisu. Non sono riuscita minimamente a digitare anche una sola nuova parola sul .doc meglio conosciuto come Il nuovo romanzo. E questo non va bene, ma tant’è.

Ora ho di nuovo, davanti a me, settimane farcite di impegni che non sono sicura di poter gestire, quindi come sempre anno nuovo, vita vecchia. Auguri.

LdC

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