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L’anguilla.

18 Maggio 2012

Ma che cosa ci posso fare
se non mi lascio ammaestrare,
sì lo so che se sto a sentire
tanti soldi mi farai fare.
Ma sai l’anguilla cos’è? No!
No non é un serpente,
né uno strano pesce,
è un modo di vivere.
(99 posse – L’anguilla)

C’è una cosa che mi succede sempre e da sempre, fin da quando ero una bambina
(e forse è un bene perché mi ha permesso di non omologarmi mai troppo)
e cioè che quando una cosa/abitudine/persona/luogo che fino al giorno prima era normale, diventa repentinamente di moda, a me, che l’avevo fatta/vista/frequentata fino al minuto prima senza pormi il minimo dubbio se fosse di tendenza o meno, fa inspiegabilmente scendere la catena.

Le Clark’s? Sempre portate. Diventate di moda, messe nell’armadio. Le ho ancora, forse le tiro fuori fra qualche stagione. L’eskimo? Nell’armadio anche lui da un paio d’anni, in attesa di non vederlo più addosso ai fashion bloggers. Le vacanze a Milano Marittima e Marina Di Ravenna? Rimandate, a data da destinarsi. Idem dicasi per locali di Bologna, modi di dire, ninnoli, accessori e tutte le cose che vanno in giro da sole, come dice mia mamma.
(certo, non vivo sull’eremo e so cosa fa tendenza, ma in quanto essere senziente  seleziono – vivaddio)

Sempre da ragazzina mi capitava anche con le amicizie: la compagna di scuola più normale fra le normali, con la quale mi trovavo benone a trascorrere tutti i pomeriggi giocando, improvvisamente diventava popolare in base ad una non ben chiara dinamica sociale che, nonostante gli sforzi, non ho mai capito né capirò? Bene, io allentavo subito la presa, cercavo di trovare altre compagne con le quali giocare, in gergo diversificavo. Perché accontentarsi di una briciola di tempo e attenzione da qualcuno che evidentemente ne ha già troppe, nella speranza -peraltro vana- di risultare unica ai suoi occhi? So che la gente ci resta male e nella maggior parte dei casi non capisce, ma è sempre stato più forte di me: mi piace essere un bastian contrario e non amo far parte della corte di nessuno. E se c’è qualcuno che mi piace fare oggetto di mille attenzioni, quel qualcuno al massimo posso essere io.
(ovvio, adesso quel qualcuno in cima alle mie attenzioni è un due)

Anche in questo caso, tanto per sottolineare la bontà della mia scelta che si è rivelata poi vincente quando si è trattato di mettere la testa a posto: non ho mai provato particolare gusto nello zerbinarmi davanti agli uomini, ma confesso che mi è capitato di seguire le mode, di omologarmi a tutte quelle che trovavano interessante un qualcuno, interessandomene a mia volta. Grosso errore, fortunatamente capito in tempo, perché è stato nell’outsider il mio vero tredici al totocalcio.

Tutto questo per dire cosa? Non mi avrete mai come volete voi.

LdC

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