un po' di sano cinismo

Caro vicino di poltrona al cinema.

12 Maggio 2011

Caro vicino di poltrona al cinema,

ho deciso di scriverti questa lettera perché ho notato che spesso, nella vita, il destino cinico e baro ci ha volutamente inflietto la pena di farci sedere a fianco durante la visione di un film e quindi colgo l'occasione per dirti tutto quello che, ogni volta che ti incontro, mi sgorga da cuore e fegato e che la buona educazione impostami dai miei genitori, mi impedisce di lasciar fluire dai miei dotti biliari e corpi cavernosi con l'irruenza che invece vorrei.

Carissimo vicino di poltrona, chiunque tu sia stato o sarai, quei ragazzini che ridevano per mascherare la paura durante 28 settimane dopo, o l'imbecille che telefonava durante la visione di La regina dei castelli di carta, ma anche quello che ha chiesto Cos'è successo? durante l'ultimo film di Nanni Moretti, mentre scorrevano le immagini del funerale di Papa Wojtyla; oppure il genio che ha commentato ad alta voce con il vicino tutto Sherlock Holmes, la compagnia che emetteva boati durante la proiezione di A-Team, senza contare quelle volte che non eravamo vicinissimi, ma percepivo il tuo disturbo a poche file da me durante La passione, Draquila, Angeli e demoni, Parnassus, Up, I love radio rock… e potrei andare avanti per questo e per tanti altri post, visto che mi sei capitato tante di quelle volte che ormai ho perso il conto.

A proposito, come sta il tuo telefonino? Quell'aggeggio infernale che io spengo all'inizio dei trailer e riaccendo solo nel parcheggio e che invece tu maneggi compulsivamente durante tutta la visione e la cui illuminazione mi acceca mentre scrivi messaggi a chi non è con te? Tipo che se non è con te al cinema, quel qualcuno, un motivo ci sarà. Tipo che andare al cinema con uno come te è divertente quanto una gastroscopia, per esempio.

E le cibarie di cui ti nutri di continuo, unte e puzzolenti e rumorose, che regolarmente finiscono dove non devono finire e cioè nel mio spazio vitale (assieme alla tua borsa, al tuo cappotto, alla tua sciarpa e al tuo casco da moto)… come stanno? Sei riuscito a terminare le scorte da millennium bug che hai acquistato al bar, oppure ci stai dando ancora dentro?

Eppure, caro vicino di poltrona, un po' provo pena per te. Perché per te, andare al cinema, è un passatempo come un altro: potresti essere al pub, oppure a fare un giro in macchina, per te non cambierebbe. Non come me, che al cinema vado sempre con la presunzione di capirci qualcosa, con l'ambizione di non limitarmi a vedere un film, ma ad entrare il più possibile in una storia. Che sia un film impegnato o un'americanata con gli effetti speciali, per me scegliere di andare cinema non è come scegliere di fare qualsiasi altra cosa. Invece tu, dimostri in ogni occasione di non essere altro che una piccola e inutile pedina, il gradino più basso della catena alimentare della cultura, ed è lì che trova finalmente pace la mia sete di vendetta, quando finisce il film e ti alzi, con la fretta di arrivare chissà dove, ignorando che a volte il meglio del film è proprio quella scena finale di trenta secondi, nascosta dopo i titoli di coda, che un ignorante (nel senso che ignora) come te non vedrà mai nella inutile vita.

LdC

(nella foto, una scena di Inglorious Basterds a cui potrei ispirarmi alla prossima occasione)

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