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7 luglio 2006 – A ruota libera con il collega preferito.

24 Luglio 2006

Summer’s almost gone
Summer’s almost gone
Almost gone
Yeah, it’s almost gone
Where will we be
When the summer’s gone?
(Summer’s almost gone – The Doors)

Solita situazione da pausa pranzo, con lui che se la fuma beato e io seduta a gambe incrociate sulla scrivania di fronte. Di solito trascorriamo questa quarantaminuti che spezza la giornata intrattenendoci a vicenda con discorsi che spaziano dall’altamente futile al profondamente filosofico. Mi piace perché lui mi assomiglia sotto tanti aspetti e ci comprendiamo, ci prestiamo mutuo soccorso per le nostre assurde paranoie.

L’elucubrazione odierna riguardava la finale dei mondiali intesa non sotto l’aspetto sportivo bensì umano, del tempo che scorre. Domenica sera ci sarà la finale -con un vincitore, un vinto e mille polemiche- poi passeranno altri quattro anni, fino a quello successivo. Un appuntamento che può scandire le tappe di una vita, se ci si pensa.

Voi dove eravate, come eravate, chi eravate nel 2002?

Io non me lo ricordo. Fotografare un’immagine, una me stessa di quattro anni fa è pressoché impossibile. Ovvio se vado a sfogliare l’agenda mi vengono in mente cose che ho fatto: matrimoni, funerali, vacanze, cure mediche, il passaggio all’Euro. Ma io, me medesima, cosa pensavo, cosa provavo? Ero più triste o più felice?

Il collega manco si ricorda che ha fatto, vabè ma lui è patologico: chiedetegli in che anno si è sposato, non ve lo saprà dire (l’anno scorso).

E allora mi sono domandata: fra quattro anni ci ricorderemo di oggi? Ci ricorderemo del fatto che non ci ricordavamo? Insomma: tanta fatica per stare sereni, per lasciare qualche impronta di noi nel mondo, tutto ‘sto sforzo per poter dire di vivere e non solo di esistere, ma a che pro – da farne? Che tanto al prossimo mondiale non mi ricorderò non solo com’erano i tempi, ma neanche cose che adesso mi sembrano di vitale importanza, tipo le paturnie da casa nuova, la crisi dei primi trent’anni, la riappacificazione con la mia parte più dolce e l’archiviazione definitiva della mia vena sadica. Nel duemiladieci sarà tutto preso e zippato, con tanti saluti e buona pace del nostro esaurimento nervoso.

E nel duemiladieci dove saremo, come saremo, chi saremo?

Where will we be
When the summer’s gone?

LdC

E al solito vi auguro buon fine settimana (qui mette pioggia) con le previsioni, anche se non meteo, del nostro amico Rob.

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