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La gente fa schifo.

19 Febbraio 2008

Sarò io che sono più attenta e probabilmente molto meno tollerante di un tempo (si sa, l’età), ma a me ultimamente sembra che la gente faccia più schifo di una volta, non intendo che fisicamente siamo più brutti, penso che l’umana qualità della popolazione sia andata via via calando. Me ne accorgo da tanti piccoli gesti di scarsa collaborazione fra sconosciuti, nella mancanza di moti di pura educazione che una volta davo per scontato fare e pretendere, mentre oggi mi guardo attorno e noto che tutti, bolognesi, stranieri, giovani, anziani, indipendentemente da età e ceto sociale, sono più irrispettosi, più scorretti.

 

Di esempi potrei portarne a vagonate, tipo l’altro giorno che ero in macchina e un signore peraltro di una certa età che arrivava in contromano, al mio sguardo ironicamente stupito, ha risposto con un plateale gesto dell’ombrello, come a dire cosa vuoi tu da me, io posso fare quel che voglio. Oppure al supermercato, quando si impiega un’ora a terminare una corsia perché si deve fare slalom fra carrelli abbandonati di persone che occupano spazi vitali destinati ad elefanti per scegliere fra penne lisce o rigate. Oppure la tremenda maleducazione di chi lascia bambini urlanti, mammachiamanti e scalpitanti in mezzo ai tavoli di un ristorante comportandosi come se non li conoscessero nemmeno. Oppure quelli che al Bancomat vedono che c’è fila e si gingillano quarti d’ora, interrogando il povero sportello su cose che nemmeno la Sibilla.

 

Oppure ieri sera, dentro al cinema mezzo vuoto mentre guardavamo Cloverfield e mentre mi ponevo domande oggettivamente lecite sulla trama, tipo perché una gigantesca salamandra deve decidere di attaccare New York di punto in bianco, oppure come si fa a scappare da un mostro indossando un tacco undici senza cadere mai, oppure perché in mezzo alla tragedia ci deve essere sempre il coglione con la telecamera, insomma dicevo mentre mi ponevo le mie domande lecite e controllavo i movimenti del mio stomaco, venivo continuamente disturbata da tre miei coetanei che commentavano ad alta voce, sghignazzavano e soprattutto mettevano i piedi sulle poltrone di fianco a noi. Roba che la prossima volta mi porto il copripoltrona da casa, mi è venuto da pensare.

 

Altri casi potrebbero riguardare la sfera più vicina al mio quotidiano, tipo il mio ameno luogo di lavoro, dove i colleghi si sentono in diritto e dovere di venire nel mio ufficio a spostare le cose senza rimetterle a posto, ad entrare e uscire dalla porta d’ingresso senza richiuderla e fuori ci sono due gradi, della gente che telefona e non risponde nemmeno al tuo saluto quando alzi la cornetta, non dice neanche buongiorno, o per favore, ti dice sono tizio cerco caio e a me che verrebbe da dire guarda che non sono mica la scimmia del dodiciquaranta.

 

Poi questo è nulla, fondamentalmente oltre a farmi perdere stima nel genere umano non ci sono ripercussioni gravi e dirette sulla mia vita, in confronto a casi dove il maleducato di turno può arrivare a creare situazioni decisamente critiche, magari come nel caso dell’incidente a Milano causato da un SUV. Che poi non vorrei fare di tutta l’erba un fascio, ma lo dico qui e spero che si spanda nell’etere, secondo me voi che comprate il SUV ce l’avete piccolo, ecco, l’ho detto.

 

Insomma, ognuno ha cominciato a fare per sé senza curarsi del fatto che la mia libertà inizia dove finisce la tua, ma soprattutto che non vivi sull’eremo e non puoi fare sempre e solo quel beato cazzo che ti pare: questa pessima abitudine sta creando circoli viziosi non indifferenti perché votarsi al martirio proprio no e la prossima volta che mi fai il gesto dell’ombrello puoi star tranquillo che fermo la macchina in mezzo a via Mazzini, scendo e vengo a chiederti come ti sei permesso. Da qui in poi vediamo come va a finire.

 

Non ho soluzioni da suggerire, anche se mi sembra di ricordare che un gesto gentile o un sorriso sono senz’altro terreno più fertile per ottenere altrettanto; questo post voleva essere uno sfogo e una triste constatazione, anche se ora, scusatemi, torno subito, vado a farmi un esamino di coscienza per capire se sono ancora dalla parte giusta, visto che Umberto Tozzi diceva che prima o poi gli altri siamo noi.

 

LdC

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  1. tempi barbari…proprio l’altra sera al cinema ho litigato con una coppietta che ha iniziato a commentare il film dal primo fotogramma e la cosa più sorprendente è stata la loro sorpresa quando ho chiesto se per favore potevano lasciare i commenti a proiezione avvenuta…

    elena

  2. che fastidio mi torna il fastidio per tutte queste persone solo a leggere

    una cosa fastidiosa in più è tutta la gente che riprende qualsiasi cosa che come nel film ormai è normale

    quellicoi suv ce l’hanno piccolo di sicuro manche gli autisti degli autobus non devono averlo a misura visto quanto corrono

    comunque un sorriso sempre a chiunque

  3. Io vorrei tanto salutare il mio coetaneo con la C4 che ieri pomeriggio si è sistemato alla mia destra sotto il semaforo rosso accanto a Porta Lame, direzione via Zanardi, in una rotonda un po’ complicata perché ingannevole, tra l’altro, dato che chi gira a sinistra verso il viale in genere non si aspetta di dover dare la precedenza a chi arriva da via Zanardi, ecco, in questa rotonda complicata ci si schiera su tre file, diciamo, a sinistra chi gira a sinistra, al centro chi va dritto o gira a sinistra, a destra, non ci piove, chi va dritto, che a destra non si può girare, ma lui (scroscio di applausi), l’uomo sulla C4, allo scattare del verde, senza neppure sognarsi di mettere la freccia a sinistra, che fa brutto, è schizzato decisissimo a sinistra verso il viale.

    Che se lo centravano in dieci accartocciandogli la C4 in mezzo all’incrocio di Porta Lame io accostavo, scendevo con tutta calma, andavo verso l’idiota che (ne sono certo) litigava con tutti pretendendo di aver ragione, e un calcetto al fanale superstite glielo davo anch’io.

    moroz

  4. La “gente” vive male e si sfoga come può.

    La “gente” si merita tutto.

    Ci meritiamo tutto, ma continuiamo a fare finta di niente rifugandoci nel meno peggio.

  5. La gente fa schifo, è vero. Ma sonoa nche io che sono un po’ tonta, spero sempre che mi sorprenda come in un film made in USA, ma non succede quasi mai…

  6. benvenuta nella maggiore età :)

    è una condizione di mezzo questa dei 30, in cui cominciano i travasi di bile ma hai ancora una fiammella accesa da qualche parte

    ovviamente la “gente” maleducata non ti legge e non commenta, questo lo sai

    io ho un micro-suv, mai preso una multa, a conferma dell’affermazione precedente

  7. Questo post è davvero bello: le tue riflessioni mi piacciono parecchio, sono chiare e concise… oltre che, purtroppo, veritiere. Finisco per sentirmi sempre “sbagliata” in un mondo di persone insensibili e senza il senso della civiltà: se ti consola, siamo in pochi, ma non siamo soli! :) Un abbraccio.

  8. concordo sulla maleducazione e l’ignoranza dilagante. Purtroppo nella società dove tutto è niente, qualsiasi valore, che non sia quello venale, viene visto con malcelata sopportazione e risolini di ammiccamento come per dire:”lascia perdere, non capisce niente, non è adeguata ai tempi!” Ebbene si, non sono adeguata ai tempi se per tempi s’intende an’accozzaglia di bestialità, di volgarità e di ignoranza nel senso più profondo della parola. Ben vengano dei blog che mettono in risalto alcuni aspetti di vita INCIVILE.

  9. Sono d’accordo con tutto! Tendo a sorridere, di solito funziona ma ci sono dei giorni che sbrocco anch’io e mi rendo conto di essere esattamente l’opposto di quello che vorrei, è brutto, ma a volte è così!!! L’esasperazione di un mondo di merda fa brutti scherzi… E’ che spesso mi sembra di essere l’unica che si sforza e mi incazzo ancora di più!!! …la sindrome da SUV secondo me ormai è entrata nei libri di psicologia…

  10. molto bello questo post. brava!!

    la gente maleducata ce n’è a bizzeffe e poi sarà sempre peggio….

  11. Assolutamente conordo con te, e non è solo un problema di educazione! C’è poi molta poca ironia. Viviamo in una città triste e stressata. Sono spesso a Ferrara per lavoro, lì si vive meglio!

  12. …sarò un qualunquista ma credo che la gente sia semplicemente

    ABBRUTTITA da uno stile di vita che è davvero lontanissimo da quelli che ci consiglierebbe madre natura…insomma la parola “contronatura”,ecco.

    Lerry

  13. @atypici

    “Sono spesso a Ferrara per lavoro, lì si vive meglio!”

    opinabile! io Ferrara la vivo spesso, e proprio 5 giorni fa un ciclista mi ha sbattuto per terra arrivandomi addosso in pieno centro.

    La differenza con Bologna è che a Ferrara i ciclisti son così stronzi che pedoni e automobilisti, imprevedibilmente, solidarizzano!

    @dani

    la gente non è solo diventata più maleducata, mi sembra che sia proprio più BRUTTA, anche

  14. La gente fa schifo, è vero e vi spiego il perchè: il 99% della gente vive male e quindi riflette il proprio stato d’animo nei gesti quotidiani.Il problema principe è il denaro, o meglio, la mancanza dello stesso rapportata allo stereotipo che viene dettato dai media e che ci piega ad avere una vita fasulla oltre le nostre possibilità reali, quindi costringe l’individuo ad una quotidiana, eterna, persa in partenza, lotta verso il proprio simile per la sopravvivenza.Anche un semplice semaforo negato da un co-utente della strada lento può significare ritardo al lavoro, ad un appuntamento, una multa, insomma una sottrazione di risorse vitali e pregiate fini a se stesse, alla sopravvivenza. Di qui scatta la violenza, spesso contenuta, a volte manifesta, raramente ma tragicamente espressa. Il vero problema? siamo in troppi in questa società, quindi, qualcuno disse a ragione o a torto, guerra (e morte di massa) salute del mondo, purtoppo nulla di più vero…immaginate vivere con uno spazio vitale tutto vostro di 1000mq almeno, sentire la nostalgia dell’ essere umano perchè lo incontrate solo raramente. Si potrebbe fare ma ci vogliono soldi, e tanti, oppure andare a fare l’eremita in qualche posto inculato.

  15. leggevo con vivo interesse….peccato per lo scivolone del SUV,che de-oggettivizza il tutto,e mi ha fatto smettere di leggere. gran peccato, mi ritrovavo in molte delle cose dette, ma l'astio eccessivo verso un oggetto che non è che uno strumento tramite il quale si rivela l'umana inettitudine mi fa pensare che il giudizio di chi scrive sia influenzato

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