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Forse il problema è che abbiamo smesso di farci le domande.

22 Agosto 2011

«E chiedi anche a me, chiedimi continuamente di quello che sto facendo quando stiamo operando: non ti fidare mai di quello che ti sembra di vedere. (…) Chiedimi sempre, perché potrei sbagliare ogni volta: qui c’è sempre troppa fretta per ricordarsi di tutto, ma non capire anche il particolare più insignificante è un lusso che non possiamo permetterci, noi chirurghi e noi comunisti. E riguardo a quest’ultimo punto, chiedimi a più non posso tutto quello che ti passa per la testa: il comunismo è fatto solo di domande. La rivoluzione è una domanda che non finisce mai di essere formulata. E io credo per inciso che questa sia una fortuna: moriremo, io molto prima di te, senza avere una risposta che, forse, potrebbe anche non piacerci troppo. È bene fin d’ora che tu sappia che come istruttore politico io non valgo granché, quindi non ti stupire se ci saranno da parte mia molti silenzi in risposta alle tue domande».
 
(Maurizio Maggiani – Il coraggio del pettirosso)
 
Grazie a Massimo per il regalo, anche se sono riuscita a leggerlo solo con qualche anno di ritardo.
 
LdC

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  1. Ci sono libri che ognuno di noi ha vissuto, quando proprio se ne doveva andare da "qui", però poi é tornato "lì";
    e ognuno crede non valga la pena di raccontarla, una storia così, perché tutte sono diverse, e nessuna interessante.
    Poi legge questa. E capisce che almeno due si assomigliano, e che valeva la pena di scriverne almeno una.

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