malinconie | up close and personal

Goodbye Opel Corsa

4 Giugno 2021

Sono ormai poche le occasioni rimaste che fanno di me la brava blogger di un tempo, che prendeva la tastiera e fissava su una pagina bianca le proprie impressioni e i propri sentimenti. Credo che quella di oggi sia una giornata da fissare nel tempo e nello spazio perché dopo venti anni di onorata carriera, la mia macchina, la Opel Corsa blu, è stata rottamata in favore di una più nuova e performante automobile.

Gli oggetti hanno sentimenti? Hanno un’anima? Sinceramente credo di no, ma credo altrettanto che una parte di noi resti in questi oggetti, per questo ho pensato di ricordare l’auto che oggi ho salutato con un bel po’ di magone, con i quattro momenti più significativi della nostra vita insieme.

Ricordo numero 1: luglio 2001, io che sono a ballare al Made in Bo con le mie amiche, sono le 3 di notte, sto bevendo un caipiroska alla fragola, mi suona il telefono, è mio fratello mi annuncia che sta nascendo mio nipote. L’unico problema è che si trovano a Rimini perché proprio quella sera avevano deciso di andare a mangiare il pesce al mare. Mio nipote nascerà in anticipo, precisamente l’8 luglio,  io mi sciropperò l’autostrada A14 avanti e indietro (presagio di un futuro prossimo)  per recuperare tutto il necessario, nonna inclusa, e fare la spola fra Bologna e Rimini finché non nascerà mio nipote, che il mese prossimo compie vent’anni.

Ricordo numero 2: anno 2006, la sottoscritta va a vivere da sola, la Corsa blu viene utilizzata come camion per traslochi, trasportando dai vestiti fino alle vettovaglie, passando per i mobili smontati. Momento fissato nel tempo e nello spazio, io e i miei genitori che andiamo all’IKEA a comprare il tavolo per la cucina, sbagliamo le misure, ci portiamo a casa un tavolo rettangolare che entra a malapena in auto, costringendo mio padre a rannicchiarsi sul sedile di dietro con il tavolo di traverso davanti a sé, tipo separé delle limousine in versione molto meno chic.

Ricordo numero 3: anno 2014, la Corsa blu mi porta al mare ogni venerdì sera, quando esco dall’ufficio e mi dirigo a Lido degli Estensi senza passare dal via, ovvero da casa. Non è un periodo facile né felice, il mare e gli amici sono la cura per molti dispiaceri, la mia macchina mi porta da loro e si prende nubifragi, code in autostrada, si mastica tantissimi chilometri e mi restituisce quasi guarita all’autunno.

Ricordo numero 4:  la grandinata colossale del 2019, io che guardo terrorizzata dal balcone la mia automobile che riceve dei blocchi di ghiaccio grossi come palline da tennis, con un rumore terrificante, riducendosi un cumulo di macerie, vetri rotti, numerosi parti plastiche distrutte, fanali crepati. La farò riparare raccattando pezzi in rete e dall’autodemolitore di Castel San Pietro, resterà conciata come un bicchiere da Moscow Mule ma porterà orgogliosa i propri buchi, così come la sottoscritta con la cellulite sulle proprie gambe.

Bonus: il racconto dell’autostrada fantasma.

Questi sono i quattro ricordi + 1 che ho voluto condividere, ma sarebbero centinaia (i viaggi da e per Lecco, i miei weekend milanesi, le vacanze romane, quella volta in via Mascarella che ho pianto a dirotto). Vorrei essere meno sentimentale, ma non sarei io. E non so se essere più triste per la macchina che ho lasciato, più felice per la macchina nuova che ho, oppure più spaventata per la mole di ricordi che si riescono infilare dentro a 20 anni e che spero, per lei ma soprattutto per me, andranno a riempire il prossimo capitolo della mia vita.

LdC

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