recensioni

LdC in Wonderland.

15 Marzo 2010

Ok, era da fare e l’abbiamo fatto. Vedere ogni film di Tim Burton è un dovere morale, in un mondo che propone un cinepanettone via l’altro e in una nazione, l’Italia, dove “The hurt locker” viene snobbato come l’ultima delle produzioni indipendenti –andatelo a vedere, invece, perché merita tutti e sei gli Oscar assegnati!

Insomma, dicevamo, venerdì sera abbiamo prenotato e, in un Medusa ripieno di gente fino a scoppiare, ci siamo ritagliati due scranini di fianco alla solita coppia di tronisti compulsivi del cellulare – e vabbè, ma anche noi che siamo andati a giocargli in casa…

Ora io non voglio dire che Alice in wonderland sia un brutto film perché, sul serio, di veramente ripugnante secondo me ci sono solo le sopracciglia della Regina Bianca. Però non posso neanche dire che filmone –cosa che ho invece esclamato alla fine di Parnassus, ad esempio- perché non trasmette molto, nell’insieme.

Spiegomi. Se si prendono i personaggi uno ad uno, il cast, gli effetti speciali, i costumi, ecc… tutto separatamente, ok ci siamo, bel compitino pulito, bravo Tim.

Ma guardando il prodotto nella sua interezza, almeno a me, non è uscita un’emozione che fosse una.

E questo, per un film, non è un bel segno.

C’è da dire che, nonostante sia Tim Burton, cosa si puòaggiungere a una fiaba che di per sé è già perfetta? Si rischia di fare una figura mediocre e questa, a mio avviso, nonostante sia Fan con la F maiuscola del regista, un po’ lo è.

Infine, vorrei chiedere ai miei lettori un parere su una cosa che noi abbiamo notato e che non riusciamo a capire sia un errore oppure una citazione per pochi estimatori: il ciondolo che la madre mette al collo di Alice in carrozza, all’inizio del film, e che scompare non appena la ragazza cade nel buco per mai più ricomparire… a che pro?

LdC

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