pensiero del mattino | Senza categoria | up close and personal

You cannot live your life to please others.

21 Dicembre 2015

Anche se c’è qualcuno che non ci crede, ogni notte si fanno sogni.
Poi che non si ricordino è un altro discorso, ma si fanno: l’attività cerebrale è inevitabile e automatica, come la respirazione.
Personalmente, rientro nella categoria di quelli che i sogni li ricordano molto bene -spesso, non sempre- e questo è probabilmente perché il mio mondo onirico è molto strutturato, ben sceneggiato, con trame talmente interessanti che se fossi meno pigra ci potrei scrivere dei racconti, se non addirittura dei romanzi.
Invece sono una blogger e ci scrivo un post, un po’ perché gli ultimi sogni che ho fatto sono veramente particolari, ma soprattutto perché hanno un significato palese e poi voglio anche fissarli qui sopra a imperitura memoria.

Ad esempio, ultimamente sogno spesso di dovermi lanciare dall’auto in una situazione di emergenza: perché ho provato a saltare una voragine che poi si è rivelata troppo ampia, o perché per qualche problema si sta per inabissare. Ogni volta mi salvo proprio perché ho il coraggio di abbandonarla e saltar fuori appena in tempo, senza paura ma con la lucidità di chi sta facendo la cosa giusta.
(certo poi vado a fare la conta dei danni e spiace, ma tant’è)
(e comunque la macchina si è rotta anche nella realtà, quindi sono pure premonitrice)
(ma non sono specializzata in numeri del Lotto, ve lo anticipo, non chiedetemeli)

E comunque già in due occasioni mi sono salvata: una volta era una voragine, una volta un oceano, sta di fatto che ho guardato la situazione da un punto sicuro, sempre sul ciglio della disgrazia ma sana e salva, consapevole di ciò che avevo perso, ma anche di essere tutta intera. Della serie: inserire qui considerazioni a caso sul significato.

Ho anche sognato di essere un ispettore che risolveva un caso, in puro stile CSI, chippando i gatti e geolocalizzando l’assassino. Questo è stato un vero e proprio incubo perché ho provato molto dolore nel perderli, ma alla fine ho fatto giustizia nonostante la grande sofferenza che stavo provando. Credo di sapere, in fondo, che a volte soffro molto per cause che poi so essere giuste, perché la sofferenza deve avere un senso, un fine, un punto di arrivo, una motivazione valida: io soffro per questa cosa, che però mi porterà ad ottenere ciò che è giusto, all’interno un progetto più grande. Anche qui, inserire nomi di persone a caso.

A questo punto il titolo del post ha finalmente un senso.
E io posso tornare a dormire.
LdC

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *