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La soluzione.

13 Ottobre 2015

A volte abbiamo la soluzione talmente davanti al naso che non la vediamo e non so se sia perché è troppo vicina oppure troppo accecante, nella sua semplice verità, scrivevo poco fa su Facebook e mi è sembrato un concetto sufficientemente interessante da doverlo ampliare qui sul blog.

La soluzione, va detto, non è mai comoda e, quasi mai, è quella che ci si aspetta.
La soluzione, di solito, è quando uno pensa No, non può essere, io voglio quest’altra cosa che è molto più adatta a me.
La soluzione la si guarda sempre con uno sguardo misto tra la paura e lo sdegno e nella maggior parte dei casi si finge che non esista.
La soluzione però non ha fretta, perché sa di essere la soluzione e sa attendere il suo tempo.

Vedete, io poco meno di dieci anni fa, la soluzione l’ho vista e per una rara volta, forse l’unica finora, l’ho scelta.
L’ho scelta perché avevo bisogno di cambiare gioco, visto che il modo in cui giocavo mi portava sempre allo stesso punto. Quel giorno ho scelto di farmi trattare bene da un uomo, anziché farmi trattare con sufficienza da tanti altri. Perché le altalene emotive e gli sbattimenti del cuore sono emozionanti, è vero, ma non c’è niente di più bello che essere accettati e amati.

Cambiando gioco, ho trovato la soluzione (o viceversa), ma mi ricordo che avevo mille dubbi: come mi troverò, sarà la cosa giusta, come lo spiegherò, e dell’altro gioco cosa ne farò, mi mancherà? Senza sospettare minimamente ciò che ho poi scoperto poco dopo con molta facilità e cioè che quando si trova la soluzione non è che ci si stia più a fare domande, semplicemente si vive.
E si è felici.
(con facilità, lo sottolineo, perché il bello della soluzione è anche la sua estrema facilità)

La soluzione può essere un compagno di vita, ma può essere anche un lavoro, una nuova consapevolezza di sé, un trasferimento, un addio: c’è sempre una soluzione per ogni circostanza.

Ora, diciamolo: a volte non si sceglie la soluzione perché non si è pronti ad accettarla, anche se è davanti agli occhi, anche se è accecante -scelta consapevole che si può tranquillamente fare, non sto certo qui ad esprimere un giudizio- ma si dovrebbe tenere presente che, da qualche parte, lontana anni luce dai toni di sufficienza, dalle assenze, dalle giustificazioni e interpretazioni che diamo più che altro a noi stessi, dalle attenuanti e sostanzialmente da quello che ci vogliamo raccontare, esiste una soluzione e noi stiamo deliberatamente scegliendo di non vederla.
Questo ci dovrebbe confortare (o eventualmente farci sentire più cretini) perché alla fine, è solo lì a un passo ed è la nostra scelta, quella di tenerla a distanza: siamo noi a volerla ignorare, non è lei a non esistere.

Questo post è dedicato a tutti quelli che hanno la soluzione davanti agli occhi e, come me, per il momento scelgono di ignorarla.

LdC

 

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