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Ricapitolando.

21 Ottobre 2013

Sono tornata dall’Inghilterra, ho organizzato festa (e regalo!) a sorpresa per il mio moroso, ho cantato nel coro di Gianni Morandi all’Arena di Verona. Tutto questo in poco più di una settimana.

Ma andiamo per gradi e cominciamo dall’evento ormai più lontano nel tempo, anche se ancora molto vivido nella mia memoria: il concerto di Gianni Morandi.
(questo post è comparso anche sul Vipers)

LdC @ Arena 3 i cestini sullo sfondo

Dovete sapere che l’anno scorso, il gruppo dove suona il mio compagno (aka i FEV) ha inciso un pezzo dal titolo Bellemilia, scritto dal loro cantante durante il periodo in cui, a causa del terremoto, ha dovuto per forza “soggiornare” sotto a un tendone. Dopo una serie di vicissitudini, un bel giorno Morandi si accorge del suo pezzo che ascolta tramite Facebook e come nelle favole, ma quelle belle, senza l’ausilio della Maga De Filippi di turno, il giovane autore semi-sconosciuto riesce in ciò che tutti sperano e in pochi ottengono: far cantare il proprio pezzo a uno dei miti della musica italiana. Pezzo che diventa un successo, nonché uno dei brani più apprezzati dell’intero nuovo album. E’ il caso di dire: uno su mille ce la fa!

E così lunedì 7 ottobre ci ritroviamo catapultati all’Arena di Verona, con un pullman messo a disposizione dalla produzione e tutta l’ansia del caso. Veniamo accolti e transumati da un luogo all’altro sempre un po’ “in prestito” perché, fra coro, parenti, amici, band e chi più ne ha più ne metta, siamo una mandria da circa 60 capi. Ci viene dato il badge che ci contraddistingue come “Artista” e l’accesso al palco che, dapprima, timidamente, non guardiamo neanche in maniera diretta, ma che dopo poche ore e un minimo di confidenza, calchiamo con falcate più decise di quelle di Cher la sera successiva (non che ci volesse molto).

La scaletta dice che intorno alle 22 verrà il nostro turno, ma prima servono le prove che iniziamo da soli, ma dopo poco ci raggiunge il grande, il solo, l’unico, l’immarcescibile Gianni Morandi che, con le sue manone forti, elargisce saluti e amichevoli pacche sulle spalle un po’ a tutti, in particolare a mia suocera, che elegge a mascotte e con la quale si fa lunghe chiacchierate su presunti concerti a Igea Marina negli anni ’60. Dopo le prove tutti a mangiare il mitico cestino, come nella serie Boris (degli straordinari di aprile però nemmeno l’ombra) dopodiché, truccati e parruccati da noi stessi medesimi, che c’è la spending review, cominciamo a scalpitare dietro a uno degli ingressi laterali (intrattenuti da un Fiorello che pirleggia) e finalmente saliamo ad esibirci.

LdC @ Arena 1

Provate ad immaginare l’Arena di Verona davanti a voi, ogni posto occupato e migliaia di occhi che guardano, le telecamere, la diretta televisiva..! Io sono un po’ più imperturbabile rispetto a queste cose perché non sono proprio a digiuno, ma figuratevi invece la zdaura tipica del coro: dal tinello di casa propria a uno dei palchi storici d’Italia. E’ stata comunque una bella emozione anche per me e ci tenevo a specificarvi degli aspetti che mi hanno lasciata un po’ basita:
– uno, la tv non ingrassa, guardate come sono venuta benino nel video, sembro quasi una persona seria (merito del mio bellissimo abito, per cui ringrazio Mariagrazia Panizzi) ma, soprattutto,
– due, MAI E POI MAI avrei pensato di gioire per qualcosa legato al nome Mediaset eppure, come dice mia mamma, si nasce incendiari e si muore pompieri, sai mai che alle prossime elezioni ci scappi il voto per Silvio
(sto ovviamente scherzando!)

Per il resto degli aggiornamenti sulle mirabolanti faccende di casa LdC ci sentiamo fra qualche giorno, che temo di essere l’unica persona al mondo col jet lag londinese.

LdC

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