L’ABC di Los Angeles

Made in L.A.

Come alcuni di voi forse ricorderanno, negli anni dispari la sottoscritta vola negli Stati Uniti. Perché negli anni dispari? si chiederà il lettore meno esperto.

Perché in quelli pari metto da parte i soldi, gli risponderò io.

Questa volta non ho scritto grosse premesse e, sempre con l’ansia a palla perché il compagno di viaggio è molto cambiato rispetto alle ultime due volte, il che presupponeva un grande sforzo di fiducia da entrambe le parti, ho silenziosamente prenotato e atteso la data della partenza, che è arrivata puntualmente così come la data del ritorno e infatti eccomi di nuovo qui alla catena a sognare di tramonti sul Pacifico.

Lasciate che vi dica che si è trattato di una vacanza stupenda e che, a dispetto dei nefasti presagi, è andato tutto in modo perfetto, a dispetto anche di prenotazioni ballerine all’andata (Edreams, mai più), di voli lunghissimi, di fusi orari  e di distacco dai gatti (che è sempre troppo per un cuor di mamminy). Per assaporare quindi ancora il ricordo, e per fare un po’ di sana informazione sul blog, che non guasta mai, ho pensato di fornirvi un ABC di informazioni su Los Angeles, che non sono diventata un’espertona nel frattempo, è ovvio, ma secondo me ci sono un po’ di cose molto fighe da condividere.

A come Aeroporto e American Airlines e B come British Airways: come premettevo poco fa, sappiate che se prenoterete su un sito di quelli che vi combinano i prezzi bazza e dovrete volare con due compagnie diverse, non sempre le due compagnie si parleranno in maniera fluida, pertanto dovrete contare su un’addetta dell’Aeroporto Marconi, molto gentile e smart, che vi sistemerà la prenotazione e vi permetterà di partire (per la A di ansia, vedere alla X di Xanax).

C come Cortesie. Durante questo viaggio sono stata oggetto di grandi cortesie da parte di tantissime persone, in Italia e all’estero: l’addetta dell’aeroporto di cui sopra, ma anche al ritorno a LAX, i funzionari dell’immigrazione, le persone per strada, nei locali. Queste cortesie sono seguite anche nei giorni successivi al ritorno: che sia forse io ad avere un sorriso particolare, che predispone al meglio il prossimo? Ve lo farò sapere.

D come Domodossola, ovvio.

E come East coast. Amo la frenesia di Manhattan, ma anche l’esistenza a 33 giri del Deep South, qui però è il caso di dire Lasciate lo stress o voi che entrate: abbracciate il vero concetto di slow life a Los Angeles (altro che Città Slow italiane!) dove le persone prendono la vita, il tempo e le code in auto davvero in modo molto più rilassato rispetto a noi (se vivessi in un luogo così bello forse farei altrettanto).

F come Friggere le ostriche. E grigliare il tonno, entrambi appena pescati. E farseli servire assieme a una birra, con vista sul Pacifico. E pensare che forse non presentarsi al check in per tornare a casa sarebbe la scelta più saggia.

G come Gatti. Ci sono migliaia di gatti randagi, ma le associazioni di volontariato se ne occupano in modo eccellente, il che non è così scontato per un territorio talmente ampio, addirittura esistono luoghi stupendi come Crumbs & Whiskers dove si può sorseggiare un buon caffè mentre si coccolano questi meravigliosi animaletti (ma si possono anche adottare, sono lì per quello!).

H come Hotel. Non abbiamo avuto neanche un’esitazione in fase di prenotazione: no agli hotel, decisamente costosi, e sì a Airbnb. Se volete il mio modesto consiglio, la zona di West Hollywood dove siamo stati noi è perfetta per raggiungere sia Downtown che le spiagge, è ben collegata con i mezzi un po’ a tutto, ma poi chi ha bisogno dei mezzi pubblici quando c’è Uber (vedere alla lettera U).

I come Italia, dolce paese natìo, seppur con tutti i tuoi lati positivi ai miei occhi non eguaglierai mai gli Stati Uniti e non sarei tornata neanche per sogno se lì non vivessero quattro dei miei pezzi di cuore (e c’è quella cosa dell’immigration che forse m’avrebbe fatto desistere dal vivere clandestinamente, ammetto).

J come Michael J. Fox e tutto lo scibile di Ritorno al futuro che una fan storica potrebbe desiderare: dalla meravigliosa Ultimate Visual History acquistata senza neanche pensarci due volte – non potete capire la ricchezza di questo volume, fino all’ennesima visione del film, sul tetto del Rooftop Cinema Club del Montalban Theatre, perché a L.A. se c’è qualcosa che non manca sono le idee strafighe.

K come Kg presi VS Kg persi. Con tutto quello che ho mangiato e, credetemi, ero stata a dieta fino al minuto prima di salire sull’aereo proprio per potermi godere il junk food senza sensi di colpa, sono riuscita a tornare pesando mezzo Kg di meno rispetto a quando sono partita. Forse ho camminato tanto, forse ho bevuto meno alcolici, forse semplicemente ero ancora sollevata di qualche centimetro rispetto a terra.

Doppia menzione speciale con la lettera K per il Karaoke. Passatempo con cui mi delizio a Bologna e che, grazie al mio prezioso compagno di viaggio, ho potuto praticare anche oltreoceano. Non vi sto nemmeno a indicare un locale in particolare, visto che ovviamente la città ne è piena.

L come il mio compagno di viaggio. Grazie per avermi fatto davvero vedere L.A.
Senza di te non esisterebbe questo post, e questa vacanza non sarebbe stata la stessa.

M come Malibu, la mia preferita. Perché Santa Monica è troppo grande e caotica, Venice è troppo fricchettona, mentre Malibu è davvero -secondo il mio gusto- la vera spiaggia oceanica così come la ricordavo e così come l’ho amata tanti anni fa, un po’ selvaggia, sferzata dal vento e a perdita d’occhio. E coi surfisti, che ve lo dico a fare.

Doppia menzione speciale con la lettera M per i Murales. Dovete camminare a piedi per scoprirli, ma ne vale la pena perché sono vere e proprie opere d’arte, talvolta gigantesche. Una guida utile ai più famosi e instagrammabili, è questa.

N come NBA. Fra le esperienze più belle di questa vacanza, ricorderò senz’altro la partita Clippers-Utah dei playoff di basket. Tanto per cominciare, se mai vorrete provare la stessa esperienza sappiate che si tratta di una cifra abbordabilissima, ma al di là del gioco entusiasmante, dei gadget gentilmente offerti dallo Staples Center, io che ho sempre una parola per tutto non riesco davvero ad esprimere l’atmosfera di enorme famiglia felice che si respira in questi contesti. Non ci sono gli ultrà che si picchiano, non ci sono i cori razzisti, non c’è altro che non sia allegria, cibo, birra a fiumi, luci, musica e colori. Se avessimo solo un decimo dell’inventiva che hanno gli americani, saremmo una popolazione di ricchi (e non solo economicamente parlando).

O come Opere d’arte e musei. Non ho visitato tanti musei perché il tempo a disposizione era relativo, ma sono stata accompagnata in quelli ritenuti più importanti o comunque più affini ai miei gusti: il LACMA | Los Angeles County Museum of Art e il Getty Museum. Sicuramente con più tempo a disposizione sarei riuscita a visitarli più a fondo, e purtroppo alcune sale erano chiuse per allestimento, ma anche in questo caso con cifre veramente popolari (addirittura il Getty è gratuito!) si ha la possibilità di trovarsi al cospetto di opere straordinarie, tipo questa o questa, per dirne solo due a caso. Nell’area scoperta e ad ingresso pubblico del LACMA si tengono inoltre spettacoli, concerti… insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti, tutte le età, tutte le tasche: è il concetto più democratico di arte che io abbia incontrato finora.

P come porcherie da mangiare. Ok, gli Stati Uniti non sono la patria della cucina mediterranea e chi ha dei gusti molto particolari potrebbe sentirsi qualche volta un po’ frustrato (d’altronde non siamo tutti uguali). Per chi invece non vede l’ora di provare almeno venti tipi di cucina differenti, io consiglio davvero di testarne una o più di una al giorno: è vero, non farà benissimo al colesterolo ma sarete felici, soprattutto quando vi aggirerete per il Farmers Market o per il Grand Central Market e proverete mille piatti diversi (di burrito ne basta mezzo, non esagerate o sarete ko per un pomeriggio).
E per chi ha nostalgia della pasta? (sempre per restare in tema con la lettera P)… consiglio macaroni&cheese ;)

Q come Qualità. Ho trovato un livello di qualità altissima in ogni contesto, durante tutta la vacanza. Partendo dai mezzi sempre garantiti e sempre puntuali, la pulizia dei locali, dei servizi, la freschezza dei cibi, l’ordine quasi maniacale e l’amore per la bellezza e il dettaglio. Sulla gentilezza e disponibilità delle persone mi sono già espressa alla C di Cortesia.

R come Ritornerai? Certo! Ma non subito, perché la prossima meta l’ho già decisa e saranno San Francisco, Silicon Valley e Napa Valley.

S come Shopping. Ci vorrebbe un intero post dedicato, ma sappiate che sono stata bravissima e ho acquistato davvero solo lo stretto indispensabile, se per stretto indispensabile possiamo parlare in caso di scarpe, abiti, borse, accessori, collane, cappelli, occhiali da sole, ciabatte pelose (top!), canotte di Doctor Who (perché l’abito da cosplayer non l’avevano nella mia taglia, altrimenti…) e regalini vari per famiglia e amici. Alla fine il mio bagaglio pesava “solo” 5 Kg in più della partenza, in pratica un record personale. Non ricordo a memoria tutti i negozi in cui mi sono infilata, ma posso senz’altro suggerirvi di perdervi per Melrose e per il Fashion District a Downtown così come vi dico evitabilissimi The Grove e il Beverly Center.

T come Terroni. Se durante il vostro giro a Downtown vi accorgerete di desiderare tantissimo uno Spritz fatto bene, entrate e ordinatelo (di solito tendo a non mangiare italiano all’estero, ma diamine, una ragazza in vacanza ha diritto a un aperitivo!).

U come Una delle più belle librerie del mondo? The Last Bookstore, a Downtown. Da lì proviene il libro su Ritorno al Futuro di cui vi parlavo prima, ma più dei libri in vendita è l’essenza del luogo a renderlo magico (a me ha ricordato il Cimitero dei libri dimenticati dei romanzi di Zafòn, poi mi saprete dire). Il loro motto è una regola di vita: what are you waiting for? We won’t be here forever.

Con la lettera U, doppia menzione per lo speciale su Uber. Ma quanto è stra-comoda questa invenzione? Vorrei abitare all’estero solo per poterlo usare ogni giorno. Ma non solo perché è comodo ed economico e organizzato in modo millimetrico, bensì perché per una donna che gira da sola, magari di notte dopo una serata, la sicurezza è fondamentale: e non servono le ordinanze anti spaccio o anti degrado o anti rumore, per dare sicurezza alle persone servono la visione generale e l’apertura mentale. Quindi largo a Uber e a tutto ciò che può allinearci ai Paesi che sono avanti dieci anni rispetto a noi.

V come Vino e alcolici in generale. Sullo Spritz abbiamo già dibattuto. Non ho avuto invece occasione di assaggiare il vino perché non è particolarmente economico e con la guida bisogna stare attenti (ok, non guidavo io, ma bere da sola fa un po’ tristezza no?) quindi ho rinunciato e optato per le più gestibili birre, che comunque sono buonissime. Fra i mille tipi di birre locali che ho bevuto ricordo questa, mentre per i cocktail vi consiglio -buonissimi i drink e posto molto famoso e cool- Frolic Room.

W come West Covina, dove non son riuscita ad arrivare. Però molte altre location delle mie serie tv preferite e film molto amati ogni tanto sono riuscita a toccarle. Una su mille, per chi come me ha adorato LaLaLand, questo è un elenco valido (ma ricordate che non tutto è quello che sembra, tipo la panchina e il lampione del parcheggio non esistono).

X come Xanax. Prezioso amico e compagno di mille avventure, che nei giorni prima della partenza mi è servito così tanto, che poi ho praticamente dimenticato in valigia, che poi ho prontamente recuperato alla prima turbolenza in aereo.

Sulle ultime due lettere, Y e Z, metterò suggerimenti a mia discrezione, anche perché cosa potrei dire con la Y e la Z, francamente?
Quindi vi manderò a fare una visita al Griffith Observatory, dove a qualsiasi ora del giorno e della notte la vista è mozzafiato (non per niente è una location di LaLaLand) e si può anche visitare all’interno.
Un altro posto da vedere, magari più banale ma sempre ad effetto: Hollywood Sign! Se, come me, non siete dei gran camminatori, potete arrivare tranquillamente e molto vicino. E il bello è che non dovete nemmeno sentirvi troppo in colpa: nobody walks in L.A. ;)

Infine, last but not least… un consiglio che non è riferito a un locale, o a un museo, o a un’attrazione in particolare. Io vi dico: se siete a Los Angeles, cantate! E non parlo solo di karaoke: la città è talmente bella, colorata, animata, pop, piena di vita e la musica è talmente ovunque che viene sul serio da tenere il ritmo e da cantare per la felicità.
Noi abbiamo cantato tantissimo, infatti siamo stati felicissimi.

Per tutto quello che posso essermi dimenticata, o che volete approfondire: scrivetemi!

LdC

 

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