Diari della quarantena

I Diari della Quarantena – 4

22 Marzo 2020

10° giorno

E sto. Anzi, non sto mica tanto perché oggi son dovuta uscire. Voi sapete che butto l’immondizia a giorni alterni per evitare di star troppo fuori casa, ma oggi sono riuscita a fermare il mio settantottenne genitore dall’avventurarsi alla Coop offrendomi di provvedere io alla spesa al posto loro: è giusto, è logico perché lui e mia mamma hanno proprio un bersaglio sulla fronte per il virus, poi lo faccio con piacere perché sul serio i miei genitori sono le uniche persone che al momento mi stanno mancando, quindi un pensiero premuroso nei loro confronti fa bene a loro ma fa bene anche a me.

Tentativo Coop via Calabria, visto che non ci si può allontanare troppo e non posso prendere l’auto e andare al CentroNova, poi mi fermano e mi dicono Signora lei perché fa la spesa a Villanova e io prendo una denuncia penale per colpa degli Spaghetti nr. 5, capite che può star sul cazzo. Alle 16.30 davanti alla Coop di via Calabria trovo una fila di circa quindici persone che praticano la social distance come se fossimo nella toilette di una discoteca, no grazie. Io e il mio foulard di seta – che serve a una cippa ma oh, meglio di niente – facciamo dietrofront e torniamo a casa. Successivamente il mio amico Francesco interverrà in mio soccorso portandomi ben due mascherine: non penso che possa fare la differenza, ma trovandomi nella condizione di avere già l’allergia ai pollini, non vorrei essere linciata perché lo Zirtec non fa abbastanza effetto.

Ah sì, poi oggi ho anche chiamato il mio Medico: Sto bene, grazie al cielo, volevo solo la ricetta per gli antistaminici. Mi accerto che lui stia altrettanto bene e ci salutiamo, lui si congeda con Un abbraccio virtuale (che bello, 69 anni e non sentirli). Grazie al Fascicolo Sanitario Elettronico, dopo un minuto le ricette sono già nella mia casella di posta (anche se poi scopro che non serve più per il momento).

Domani, 11° giorno, mi farò coraggio e andrò a fare la spesa alla Coop per i miei genitori. Poi gliela porterò davanti alla porta di casa, ovviamente a debita distanza.

Se ancora mi va in moto la macchina (spoiler: sì).

11° giorno

Cose che credevo di sapere e invece no: la mascherina per quanto poco possa servire è un forte aiuto psicologico e non finirò mai di ringraziare il mio amico Francesco per avermene regalate due. Sono stata a fare la spesa alla Coop vicino a casa per prendere alcune cose che mi avevano chiesto i miei genitori, mi sono sentita tranquilla anche se ovviamente sottosopra a livello emotivo e “legata” nei movimenti da guanti, procedure, disinfettanti, ecc… (tra l’altro fra le cose che non sapevo c’è anche il fatto che mascherina e guanti fanno un caldo terribile!) ma sono riuscita a trovare praticamente tutto quello che cercavo – sul serio, basta un po’ di pazienza per la fila e quel minimo di pragmatismo per accontentarsi di quel che c’è – e sono andata a consegnarla ai miei genitori. Mentre percorrevo via Pelagio Palagi, col caldo, il finestrino un po’ abbassato, la musica per radio, mi è sembrata per dieci secondi una giornata normale, poi mi sono subito ricordata che non lo era e mi sono incredibilmente mancati i miei falsi problemi della vita precedente, i semafori rossi, il traffico, le banalità.

Portare la spesa ai miei genitori è stato un gesto che ha fatto più bene a me che a loro, vederli da lontano mi ha rattristata, sono sincera, ma prendermi cura di loro è stato bellissimo. Uscire di casa è stato bellissimo, riappropriarmi della mia vita anche solo per un’ora è stato bellissimo. Dopo un paio di film (ho deciso di recuperare tutto quello che ho perso al cinema nei mesi passati) sono andata a letto contenta e neanche la conferenza stampa di Conte in versione late night è riuscita ad abbattermi moralmente.

(to be continued)

LdC

 

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