Diari della quarantena

I Diari della Quarantena – 6

28 Marzo 2020

15° giorno

Quante repliche di Cortesie per gli ospiti può trasmettere una tv prima che si configuri il reato di maltrattamento dei suoi spettatori? Durante il giorno accendo a volte la televisione per sentire un po’ di rumore di sottofondo e questi stanno sempre mangiando. Io col cibo invece cerco di essere brava, ho ricevuto la verdura del cestino bio ed è buonissima, la prima mela mi ha commosso per quanto era dolce e giuro giuro giuro non darò mai più per scontato neanche il sapore di una mela se uscirò indenne da questa cosa assieme alle persone che amo.

Resisto in casa, mi stanno chiedendo una cosa che è veramente nelle mie corde, ma mi salgono le palpitazioni a ogni sternuto o leggero mal di gola e affaticamento. Stasera per esempio sentivo un po’ di raffreddore (o forse allergia?) e mi sentivo calda, poi ho realizzato di aver messo il riscaldamento quasi a 21°, di avere fatto un workout di 15 minuti, una doccia calda, di essermi asciugata i capelli con un phon caldo, di avere felpa + cardigan di lana e di aver bevuto un bicchiere di vino mentre cucinavo. Ok, calma Bortolotti, calma.

Poi piagnucolo anche per delle cose stupide, tipo un video toccante, tipo Conte quando dice che ne verremo fuori, sicuramente con la Doctor che ci fa pervenire un suo messaggio speciale. Per fortuna rido anche e so fare ancora ridere, visto che un mio tweet con una cazzata gigantesca ha appena superato i 100 like, che è una roba incredibile per la mia media.

16° giorno

Ogni tanto vacillo. Per l’ipocondria che si fa sentire (sono leggermente raffreddata e per noi ipocondriaci questo periodo è un esercizio continuo di pazienza, non ci possiamo praticamente mai distrarre) ma vacillo anche per la preoccupazione che i numeri dei contagiati ancora non definiscono niente di incoraggiante, perché fare tutto è diventato difficilissimo. Oggi sono sconfortata, lo ammetto candidamente: sono stata in farmacia e fra codici fiscali, codici delle ricette, la mascherina, i guantini, il caldo dentro, il freddo fuori, la pioggia, l’ombrello… sono tornata a casa madida di sudore. Lo so che è un sacrificio limitato rispetto ad altri e sono disposta a sacrificarmi finché ci sarà bisogno, oggi è solo andata meno bene di altri giorni.

Secondo me anche la neve, la pioggia e in generale il freddo non aiutano il morale. Adesso mi appallottolo e guardo Breaking Bad per dimenticare di aver fatto l’errore di guardare le notizie in diretta Sky sui social contornata dai commenti della gente (plot twist: una telefonata con la vicina di casa, che conosco poco ma con cui mi sono trovata a condividere alcuni timori, mi ha fatto meglio del previsto).

17° giorno

Prendere il toro per le corna. Nello specifico: aggiustare la mascherina che si è rotta, infilare i guantini, bardarsi perché piove e fa freddo e sfidare l’ansia per andare a fare la spesa di verdure per i miei genitori. Missione compiuta e vi dirò, ogni volta esco piena di paure e torno a casa piena di energia: in una sola mattina sono riuscita a conciliare lavoro, due call, un corso online, spesa, bancomat e mi sono sentita potente. Se c’è una caratteristica in cui mi riconosco in questa fase della vita è la forza: sul serio, ogni tanto mi fermo e ci penso, realizzando che non ho una volontà d’animo “comune”, non sono neanche un’eroina, ma se penso anche solo a dieci anni fa non credo che avrei potuto sopportare tutto questo senza cadere vittima di me stessa. La felicità dei miei genitori che hanno ricevuto parte delle cose di cui avevano bisogno (anche grazie alla generosità del mio amico Roberto che ha fatto la consegna) è stata la ricompensa più bella. Brava Dani, sei un piccolo bulldozer che va avanti piano per la sua strada.

Serata in videochiamata con Luca e nostri amici, siamo riusciti anche a ridere di altro. Per dire: c’è altro.

(to be continued)

LdC

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