un po' di sano cinismo | varie ed eventuali

Fenomenologia del film di Natale

3 Novembre 2020

Brace yourself, tutte le piattaforme di streaming hanno già cacciato fuori decine di film natalizi, ormai è inevitabile e neanche la pandemia li può fermare. Quello di cui vado a parlarvi lo possiamo chiamare topos, cliché, luogo comune, sta di fatto che nella mia onorata carriera di divoratrice di film natalizi a basso budget (citofonare Hallmark Channel) non ho mai visto una storia divergere dai seguenti dieci punti (più bonus finale).

1-Lui o lei sono troppo presi dal proprio lavoro per accorgersi della magia delle feste. L’insensibile dei due lavorerà fino alla notte di Natale, ma si redimerà in tempo.

2-La famiglia d’origine di uno dei due ha una storia pregressa pesissima di dolore non svelata fino all’ultimo momento. Questo segreto causerà il solito temporaneo momento di rottura a tre quarti di film prima del lieto fine.

3-I bambini sono buonissimi, simpaticissimi, anche se vengono dimenticati o messi da parte dai propri parenti, sono mansueti, comprensivi e perdonano alla velocità della luce dopo un breve spiegozzo pentito.

4-Tutti azzeccano sempre i regali di tutti, perché alla base c’è lo slancio d’affetto che rende una qualsiasi ciofeca un dono splendido, anche quando si tratta di un orrendo monile o, ancor peggio, il classico “buono per qualcosa” tipo uscita o lavaggio piatti, ecc…

5-Le grandi città sono il male, sono brutte, tristi, consumiste; i piccoli borghi montani incontaminati invece fanno felici le persone. Alcuni addirittura ci si trasferiscono in pianta stabile.

6-Nei suddetti borghi montani, abita sempre un signore sovrappeso con i capelli e la barba bianchi, che ammicca senza apparente ragione ai protagonisti ogni volta che li incontra.

7-Ogni persona burbera riacquista la propria bontà in tempo utile per la mezzanotte. I brutti diventano magicamente belli.

8-Entro la fine del film qualcuno a caso si sposa.

9-Le strade dei borghi di cui sopra sono pulitissime, ma costellate di deliziosi mucchietti di neve candida ai lati della carreggiata.

10-Nei negozi non c’è fila, non ci sono le commesse sgodevoli, le persone non guardano i prezzi e trovano la taglia che cercano al primo colpo. L’unico inconveniente è che talvolta scelgono contemporaneamente lo stesso paio di guanti dallo scaffale.

11-Bonus track: nessuno compra su Amazon (questa è proprio sospensione dell’incredulità).

LdC

(qual è il vostro film di Natale a basso budget preferito?)

(nella foto io l’anno scorso a Covent Garden – scusate vado a piangere in un angolo)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *